Pizzaricercatore

Se l’esperienza di Renato, come pizzaiolo, inizia nel 1985 sfornando pizze rotonde dallo stile tradizionale in una delle prime pizzerie di salernitani aperte nel nord Italia, in poco tempo la sua proposta si evolve attraverso prodotti, tecniche, cotture. Le sperimentazioni negli impasti e nelle lievitazioni sono continue: si cambiano dosi, ingredienti e combinazioni; si modulano tempi, temperature, valutando anche le condizioni ambientali. Quello che Renato cerca sono nuove consistenze, nuove strutture; portare l’innovazione nel mondo della pizza diventa la sua mission.
All’interno dei suoi locali si possono degustare oggi, fino a 7 differenti tipologie d’impasto, un percorso degustativo che prima, nel mondo della pizza, non era mai esistito. Nasce così quella formula che anni fa ha battezzato come: LA PIZZA E LE SUE FORME.
Alla  ricerca  sugli  impasti, Renato Bosco , non dimentica mai di affiancare un’attenzione meticolosa sulle materie prime, che non solo vengono scelte tra le eccellenze dop, igp e slow food, ma seguono sempre la stagionalità, per dare al consumatore l’opportunità di alimentarsi secondo i ritmi della natura.

Storie

Nel 2006, dopo la gestione di vari locali,  nasce il suo PizzadaRè, a San Martino Buon Albergo (VR), una piccola pizzeria take away gestita assieme alla compagna Samantha.
PizzadaRè vuole essere un nome ambizioso nel pensare all’aspetto regale, ma vuole essere soprattutto un modo per metterci la faccia raccontando la storia del suo ideatore Re-nato.

Qui propone la pizza al taglio e la pizza tonda classica, tre anni più tardi nel 2009 apre al civico a fianco Saporè, inizialmente un locale dedicato alla gastronomia sia da degustare in loco sia in forma take away. Anche qui il nome unisce il nome di RE-nato ad un concetto genuino e gustoso di proposta culinaria.
Di li a poco, arrivano i primi riconoscimenti dalle più prestigiose guide, come ad esempio Gambero Rosso e Saporè si trasforma in una vera e propria sala degustazione di pizza, limitando l’offerta della cucina ad alcune proposte di piatti per il pranzo.
Il nome PizzadaRè comincia ad essere inglobato in Saporè, che si distingue in “Take Away” al civico 53 e “Sala Degustazione” al civico 55.

Nel 2015,  l’apertura della sala degustazione viene anticipata alla mattina, per una colazione dolce e salata, con prodotti sempre freschissimi e realizzati all’interno del laboratorio.

Nel 2017,  il concept di Saporè sbarca in centro a Verona con due locali: uno pensato nel cuore delle vie più frequentate dai veronesi e dai turisti, dove gustare una Pizza Stand UP, da mangiare passeggiando tra la Torre del Lamberti e Piazza delle Erbe. Il secondo locale è Saporè DownTown, una Sala Degustazione dove Renato propone la stessa ampia offerta del Saporè a San Martino.

Classe 1967, Renato Bosco, a soli 17 anni, ha imbracciato la pala per la prima volta, quasi per caso, senza più lasciarla.
Lo spirito di ricerca e la sua grande curiosità, negli anni lo hanno spinto a confrontarsi con tutti i settori che ruotano attorno ai lievitati e ad approfondire le molteplici tematiche relative alla panificazione e alla pasticceria, seguendo corsi con autorevoli esponenti di livello internazionale.

Una particolare sensibilità per gli impasti, il suo tocco affinato negli anni e la sua entusiasmante passione per questo mestiere, lo vede anche docente in diverse scuole di cucina come CASTAlimenti, Metro AcademyUniversità della Pizza.
Nel corso di questi anni la partecipazione di Renato a vari eventi e la frequentazione di varie importanti situazioni legate al mondo della pizza, lo portano ad essere riconosciuto per il suo lavoro, tanto più che nel 2013 AliceTV gli propone un programma tutto suo, PanPerFocaccia, che conduce assieme all’attrice Valeria Monetti.

Relatore al congresso internazionale di cucina Identità Golose nelle edizioni: 2013-2014-2015-2016-2017
Membro del prestigioso Richemont club e dell’associazione Chic Charming Italian Chefs e Top Italian Chef.
Renato Bosco, dal 2015, è inoltre uno dei 50 Chefs italiani, scelti dal Ministero alle Politiche Agricole, il Ministero dell’Istruzione e il Ministero degli Esteri, per rappresentare la cucina italiana nel mondo.